mercoledì 18 ottobre 2017
sabato 7 ottobre 2017
venerdì 29 settembre 2017
mercoledì 24 marzo 2010
GIUBBOTTI DI SALVATAGGIOTra i vari prodotti studiati per la vostra sicurezza i giubbotti di salvataggio occupano un ruolo fondamentale. In poche parole, i salvagenti sono cinture o giubbotti che permettono al vostro corpo di rimanere a galla per mezzo dei materiali con i quali sono fabbricati. Anche il miglior nuotatote può avere bisogno dell'aiuto di un giubbotto di salvataggio in caso di necessità.
I giubbotti di salvataggio sono obbligatori nei casi prevsiti dalla normativa, ma si deve pensare anche al confort perchè un giubbotto di salvataggio deve essere anche comodo da utilizzare e semplice da indossare.L'ampia gamma di giubbotti di salvataggio autogonfiabili, giubbotti di salvatggio a stola, aiuti al galleggiamento, tutti nei modelli da adulto e da bambino sono disponibili in varie taglie e modelli di modo che possiate scegliere il prodotto più adatto alle vostre esigenze.
AIUTI AL GALLEGGIAMENTO / GIUBBOTTI DI SALVATAGGIO
Che cos’è un aiuto al galleggiamento?
Un aiuto al galleggiamento è un dispositivo o un indumento che contiene al suo interno del materiale galleggiante che aiuta chi lo indossa a restare in superficie, mentre è in acqua.
Che cos’è un giubbotto di salvataggio?
Il giubbino di salvataggio è un indumento o un dispositivo che, usato in acqua, garantisce una specifica percentuale di galleggiabilità in modo da posizionare e mantenere una persona priva di sensi sempre con il capo fuori dall’acqua, incrementando le probabilità di salvataggio.
Che differenza c’è fra un aiuto al galleggiamento e un giubbotto di salvataggio?
C’è molta confusione su cosa si intende per giubbotto di salvataggio o aiuto al galleggiamento e sulle loro differenze. Quello che dovete sempre avere ben presente è che l’aiuto al galleggiamento è studiato per aiutare chi lo indossa a rimanere in superficie. Limitandosi ad indossarlo senza nuotare , non vi sarà utile in tutte le circostanze . Al contrario i giubbotti di salvataggio possono e devono, se opportunamente indossati e in buone condizioni,mantenervi sempre con la testa fuori dall’acqua, anche in caso di incoscienza. Ci sono giubbotti che assicurano 100 oppure 150 N di galleggiabilità. La vostra scelta deve essere fatta in base al tipo di condizioni che troverete in mare.
Categorie
Aiuti al galleggiamento e giubbotti di salvataggio sono divisi nelle seguenti categorie in base alla galleggiabilità che offrono:
Aiuti al Galleggiamento 50 Newton: gli aiuti al galleggiamento sono studiati per l’uso in acque protette, in prossimità della spiaggia dove è facile chiedere aiuto. Questi prodotti sono disponibili in molte taglie , colori e in base alle esigenze di ciascuno sport. Si tratta per tutti i modelli di un giubbotto con all’interno del materiale galleggiante.
Giubbotto di Salvataggio 100 Newton: inclusi in questa categoria ci sono sia i giubbotti che le cinture di sicurezza fatte a stola, con all’interno materiale galleggiante . Sono utilizzate principalmente in acque meno protette , ma non in mare aperto.
Giubbotto di Salvataggio 150 Newton: questi giubbotti sono pensati per il mare aperto oppure quando si indossano vestiti pesanti a causa delle condizioni atmosferiche. Sono disponibili nel modello a giubbotto o a cintura, hanno bande retroriflettenti, fischietto, e luce (opzionale).
Giubbotto SOLAS: i giubbotti SOLAS sono obbligatori sulle imbarcazioni commerciali e sono progettati per l’uso in condizioni di emergenza, e con qualsiasi condizione atmosferica. Questi giubbotti sono a forma di cintura con una cinghia attorno alla vita per migliorarne la vestibilità. I giubbotti SOLAS sono dotati di bande retroriflettenti, fischietto, e luce (opzionale).
Materiali
Gli aiuti al galleggiamento hanno un resistente guscio esterno in Nylon. Il materiale galleggiante all’interno è il PVC o il PVC morbido. Entrambi i materiali durano nel tempo e si comportano nella stessa maniera in acqua. L’unica differenza tra i due sta nel fatto che il PVC soffice è più confortevole e aderisce meglio al corpo.
Dovete sempre avere ben presente 4 cose
Un aiuto al galleggiamento o un giubbotto di salvataggio è utile solo se:
Avete scelto la categoria appropriata e il modello adatto all’uso che intendete farne.
Avete scelto la misura giusta in base al peso e alla corporatura di chi lo indossa.
Lo indossate in maniera corretta e sopratutto,
Lo indossate ogni volta che uscite in mare
Lalizas suggerisce vivamente di fare una prova in acque poco profonde prima di utilizzare gli aiuti al galleggiamento o i giubbotti di salvataggio . In questo modo potrete essere certi che l’esito sia quello necessario e voluto. E’ essenziale indossare un giubbotto di.salvataggio o un aiuto al galleggiamento mentre si è in barca o si pratica uno sport acquatico. In caso di bisogno vi renderete conto che tutto ciς non ha prezzo.
La Normativa
Gli aiuti al galleggiamento e i giubbotti di salvataggio rispettano le Direttive sull’ Equipaggiamento di Protezione Personale dell’ U.E. 89/686/EOK. In base a questa norma , alcuni prodotti seguono specifiche procedure per ottenere l’approvazione e il marchio CE. I giubbotti di salvataggio e gli aiuti al galleggiamento Lalizas sono approvati per gli standard EN393, EN395, e EN396 , in base alla categoria di appartenenza . Questi standard si riferiscono alla minima galleggiabilità che un giubbotto di salvataggio o un aiuto al galleggiamento deve avere rapportato al peso di colui che lo indossa. Nello specifico per un adulto di 70 Kg , un aiuto al galleggiamento deve avere almeno 50 N di galleggiabilità, mentre i giubbotti da 100 e 150 Newton devono avere la corrispondente galleggiabilità. In più i giubbotti di salvataggio devono essere costruiti in modo da far ruotare il capo di una persona priva di sensi nella giusta posizione e di mantenere la testa al di fuori dell’acqua.Qualsiasi aiuto al galleggiamento o giubbotto di salvataggio che venga distribuito e venduto al pubblico senza che rispetti le norme e riporti il marchio autentico CE , è illegale all’interno dell’Unione Europea.

MOTORI FUORIBORDO 4 TEMPI BENZINA GPL
Con i nuovi motori a GPL per una navigazione rispettosa dell’ ambiente,silenziosa e sicura. Se avete a cuore la protezione dell’ambiente, se volete ridurre i costi operativi e rendere la Vostra attività professionale più efficiente,non resisterete ai motori fuoribordo Bi-Fuel.Il GPL è un carburante pulito ed efficiente. Scuole di vela, noleggiatori di imbarcazioni,professionisti del mare o della pesca, trarranno enormi vantaggi dai motori fuoribordo a GPL Bi-Fuel. Il GPL è un carburante ecologico che non contiene né piombo né zolfo né benzene.Il livello di inquinamento è circa 100 volte inferiore ad un motore a 4 tempi alimentato a benzina verde e circa 4000 volte rispetto ad un motore a 2 tempi! Inoltre i motori a GPL sono più silenziosi. A pieno carico, un motore 4 tempi a GPL produce soltanto 94.7 decibel, mentre un motore 4 tempi a benzina ne produce 101.2. Si tratta di un aspetto importante e di rispetto nei confronti di tutti gli amanti del mare e di conformità alla legislazione in materia di emissioni sonore. Il GPL è un carburante sicuro.I VANTAGGI DEL GPLTutti i motori fuoribordo Bi-Fuel a GPL hanno la possibilità di utilizzare sia il GPL che benzina verde. La scelta avviene modificando la posizione di un apposito selettore/commutatore. L’utilizzo è molto semplice.Se avete a cuore la protezione dell’ambiente, se volete ridurre i costi operativi e rendere la Vostra attività professionale più efficiente, non resisterete ai motori fuoribordo Bi-Fuel.
Il GPL RISPETTA L'AMBIENTE: un carburante ecologico, che riduce drasticamente l’ inquinamento nell’aria e nell’ acqua. La tecnologia Bi-Fuel 4 tempi GPL supera le norme sull’inquinamento EPA 2006.
Il GPL E' SILENZIOSO: rispetta gli altri amanti del mare e valorizza la Vostra immagine di professionista della nautica.
Il GPL E' SICURO: Non c’ è rischio d’ incendio e le bombole possono essere lasciate all’ aperto.
Il GPL E' PULITO:non ci sono rischi di versare benzina accidentalmente in acqua o in barca durante il travaso.
Il GPL E' ECONOMICO:più del 50% di risparmio rispetto al prezzo della benzina verde.
lunedì 16 novembre 2009
LA ROSA DEI VENTI
I venti sono generati da movimenti di masse d'aria,prevalentemente orizzontali,dovuti alla differenza di pressione atmosferica tra due luoghi adiacenti a differente temperatura.Semplificando,si puo' affermare che l'aria piu' fredda e' piu' densa (pressione piu' alta) mentre quella piu' calda lo e' di meno (pressione piu' bassa). Pertanto,dalla zona di alta pressione l'aria tendera' a muoversi verso la zona di bassa pressione generando il vento. La forza del vento e' funzione del "gradiente barico",il cui valore e' determinato dal rapporto tra la differenza di pressione tra due punti e la loro distanza.
Il vento non e' quindi altro che il movimento di una massa d'aria ed esso continua a soffiare fintanto che l'equilibrio pressorio non si e' ristabilito (gradiente barico = 0).
Detto questo risulta facile comprendere come la zona di bassa pressione sara' sempre una zona perturbata mentre nella zona di alta pressione si avra' generalmente tempo buono o tendente al buono.
Lo spostamento delle masse d'aria da un luogo all'altro non e' mai rettilineo poiche' e' influenzato da altre forze quali:
- Forza Derivante (o di Cariolis),dovuta alla rotazione della terra;
- Forza d' Attrito,che rallenta il movimento dell'aria in vicinanza del suolo;
- Forza Centrifuga,dovuta alla curvatura del fronte di alta pressione.
E' molto importante tenere presente che,attorno ad una zona di bassa pressione (ciclonica),i venti ruotano in senso antiorario convergendo verso il centro mentre attorno ad una zona di alta pressione (anticiclonica) ruotano in senso orario divergendo verso l'esterno. Quanto detto vale per il nostro emisfero (emisfero Nord o Boreale),mentre si verifica esattamente il contrario nell'emisfero Sud (emisfero Australe).
I venti a seconda della loro provenienza assumono particolari denominazioni che variano nei vari punti del Globo.
Quelle nell'illustrazione sono le denominazioni del bacino Mediterraneo.
La misura del vento si misura generalmente in nodi (piu' raramente in metri al secondo od in chilometri all'ora).
Lo si rappresenta con una freccia indicante la sua provenienza ,con alcune lineette o piccole punte poste sulla parte terminale della freccia ad indicarne la velocita'.
www.emporiodelimpero.com
domenica 15 novembre 2009
CONSIGLI UTILI PER LA SCELTA E LA MANUTENZIONE DELLE TUE CIME

SCELTA DEL DIAMETRO: la prima azione che l'operatore deve eseguire eseguire e' la scelta del diametro che deve essere adeguato agli sforzi da sostenere (carico di rottura) e dimensionato agli strumenti meccanici,punti di passaggio nei winches,dissipatori di energia e bozzelli che si intendono utilizzare. Per sicurezza il carico di lavoro deve essere almeno un settimo del carico di rottura.
CONTROLLO VISIVO: ogni volta che si utilizza una cima e' buona regola controllare l'effettivo stato dell'usura.Dopo i primi utilizzi si forma una leggera peluria che deve essere uniforme per tutta la lunghezza.Se si notano abrasioni o leggere aperture della calza esterna,la cima va sostituita.Gli scorrimenti sui perni generano calore che colano sulla Vostra cima; Per evitare danneggiamenti permanenti utilizzare sempre il diametro maggiore possibile della cima o aumentare il diametro della puleggia di lavoro.Una buona abitudine e' usare pulegge con diametro 5/6 volte quello della cima.
UNA CIMA BAGNATA: fate attenzione alle cime bagnate:sono senza dubbio ammorbidite e quindi molto piu' delicate e si usurano prima. Inoltre,ritenendo acqua nelle fibre, queste lavorano in modo indipendente,col risultato di una leggera perdita di tenacita'. Nell'acqua di mare i cristalli di sale hanno l'effetto abrasivo,percio' si raccomanda di lavarla in acqua dolce periodicamente.
EVITARE USURE INUTILI: proteggere le cime dai bordi taglienti,angoli vivi,superfici ruvide e dure: la vostra cima tanto piu' e' flessibile tanto piu' e' delicata.Percio' se pensate di utilizzarla per impieghi estremi essa deve avere una rigidita' superiore alla norma. Non utilizzate cime troppo morbide al tatto,potrebbero danneggiarsi al primo utilizzo o causare gravi problemi d'uso.I trattamenti antiusura richiedono sempre l'utilizzo di calore: nei forni vengono applicate resine al teflon o semplici resine siliconiche colorate a base d'acqua; tuttavia questo riduce la possibilita' di assorbire gli shock da carico e influisce sulla elasticita' della cima.Sotto carico lo sfregamento tra due cime genere una grande quantita' di calore e deve essere sempre evitato. Se dopo avere subito delle sollecitazioni improvvise constatate un forte indurimento della cima senza particolari danni alla calza esterna,sostitute immediatamente,voi avete una calza interna completamente colata dal calore generato,questa e' una situazione di grave pericolo per persone e cose. La cima va sostituita con una di dimensioni maggiori e piu' elastica,meglio ancora utilizzatene una di lunghezza maggiore.
PRIMO UTILIZZO: al primo utilizzo si osservera' un normale accorciamento del 3-5% cui corrisponde un aumento del diametro complessivo. Questo evento del tutto normale puo' accompagnarsi alla formazione di un anomalo ingrossamento della parte terminale della cima,dovuto allo scorrimento tra la calza interna e le calza esterna,in questo caso conviene tagliare la coda della cima e richiuderla convenientemente con una cimatura o una saldatura a caldo che eviti lo sfilacciamento. L'immersine in acqua comporta sempre dopo l'asciugatura un normale rientro del 2-3%,(il poliestere subisce un ritiro piu' accentuato) e anche l'influsso di aria molto calda provoca un moderato ritiro della fibra. Le cime ritorte a tre capi sono piu' compatte e adatte per gli usi gravosi. Tuttavia essendo tutte ritorte in senso antiorario "Z" occorre evitare nel loro svolgimento la formazione di asole. Per l'uso in condizioni estreme con temperature esterne inferiori a - 20 gradi occore eseguire un trattamento antighiaccio,la cima verra' resa idrorepellente con una resina apposita. A temperature superiori a 80-90 gradi diminuiscono fortemente le prestazioni meccaniche.
CONSERVAZIONE: le cime sono dei polimeri e temono la luce e il calore. Vanno conservate al riparo da luce e fonti di calore ancorche' modeste. Anche se il punto di fusione del polipropilene e' di 165 gradi e per il poliestere e' di 225 gradi,l'esposizione prolungata anche a temperature non eccessivamente alte,provoca alterazioni chimiche consistenti.
PULIZIA: le cime hanno la medesima composizione chimica dei piu' comuni capi di abbigliamento: possono essere lavate con i piu' comuni detersivi,meglio un lavaggio a freddo,a mano,e in acqua tiepida. L'asciugatura va effetuata con aria a temperatura ambiente. Le cime temono tutti i solventi e gli acidi in genere,benzine,ecc.,tuttavia si possono utilizzare i normali smacchiatori per indumenti,avendo l'accortezza di sciacquare abbondantemente dopo l'uso.
Nel Nostro Sito " www.emporiodelimpero.com" puoi trovare la cima giusta che fa al caso Tuo. Vieni a trovarci.
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